Trust

CapCity, Luglio 2515

È tutto un incubo. Bloccata nel Core a trattare affari con gente che non cederà mai sul proprio tornaconto, mentre Cris è lì, ancora in mano loro. Vogliono curarlo, dice André. Curarlo. Dal loro fottuto piombo, devono curarlo.
È quindi questa la loro guerra? Tutti gli ideali... Sparare addosso a gente che ha rischiato il culo per trovargli le armi necessarie. Gente che si è fidata. Fidata di chi? Di un gruppo di ladri, bastardi, figli di puttana, che dicono di voler difendere il Verse dagli oppressori e sparano addosso ai fratelli per qualche cassa di armi che non hanno le palle di andarsi a procurare da soli. Fottuti vigliacchi.E così se ne va ancora un pezzo do fiducia che ero riuscita a riporre in qualcosa, in qualcuno. Idiota.

Posted by Me | alle 13:57 | 0 commenti

A Long Long Night

Maracay, Luglio 2515

Si muove appena, nel buio della stanza spartana dove dorme quando è lì a Maracay, al Calavera. Non riesce ancora a prendere sonno. In lontananza, ovattata, la musica di Maracay, quella che non smetterà per gran parte della notte, scivola nel silenzio della stanza, attraverso la finestra aperta. Le braccia dell'uomo la circondano, il suo respiro regolare le sfiora la spalla scoperta dalla canotta che indossa. Si è addormentato. Dopo averla cullata a lungo con le sue carezze, con le sue parole, con quella lingua melodiosa e per lei oscura che è la lingua di Richleaf, si è addormentato, mentre lei resta tesa, vigile, con gli occhi spalancati nel buio, in cui filtra solo una lama di luce ambrata dalla finestra che dà su una delle vie secondarie di San Cristobàl.

Dove saranno? Maledizione dovevano già aver fatto sapere qualcosa, a quest'ora.

Si muove appena, attenta a non svegliarlo, le gambe sfiorano le sue, le lascia lì, almeno fin quando non torna a raggomitolarsi su sé stessa, circondando però quelle braccia che la circondano. Ne accarezza la pelle con la guancia. Ha un odore diverso. Non quello di Ren, che ancora sente come fosse il proprio, se si distrae al punto di pensarci, non quello familiare e carezzevole di André, che pur non ha più sfiorato ormai da molti, molti mesi. È tuttavia un odore gradevole, che respira, impara, memorizza. Ma ancora non riesce a chiudere gli occhi.

Che ore saranno ormai? L'una e mezzo? Le due? Fuck. Stanton lo sapeva che avrebbe dovuto avvisarmi. Qualcosa è andato storto, me lo sento.


L'uomo alle sue spalle si muove appena, poi si gira nel sonno, sciogliendo l'abbraccio nel portarsi supino. Lei resta rannicchiata per un momento, poi lentamente si sposta, torna a cercare il calore della sua pelle, gli si raggomitola addosso. La mano del braccio che ancora la cinge la cerca istintivamente, carezzandole il fianco per un istante, prima di ricadere inerme nel sonno. Dapprima ne guarda il profilo scuro, che si staglia contro la poca luce che filtra dalla finestra. Shane. Gli è grata per essere lì, per non essersene andato. Per aver capito e non averle chiesto nulla. Gli occhi ancora spalancati nel buio si chiudono stretti, mentre posa la fronte contro il suo costato. Ecco uno di quei momenti in cui se sapesse pregare lo farebbe. Ma non sa farlo, non ne è capace. Niente è per sempre. Solo questo le rimbomba nella testa. Niente è per sempre.

Non si accorge nemmeno, qualche minuto dopo, di scivolare in un sonno buio e senza sogni, sottile quanto basta per spezzarsi se il pad dovesse suonare, prima che torni il giorno.



Posted by Me | alle 01:35 | 0 commenti

Cortex & Friends



From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Hi bro, come te la passi?

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Woh!!!!
credevo che ti fossi persa il mio numero, hermosa.
Direi bene, tutto a gonfie vele. Voi? siete in partenza per il velo?


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Non ancora, abbiamo qualche cosina da organizzare ancora. E stiamo cercando di rimpolpare l'organico. Tu? Hai già messo su pancia, seduto alla tua scrivania corer?

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Vorrai scherzare!
Se mettessi su pancia poi non mi troveresti più così irresistibilmente sexy. E' un motivo più che sufficiente per mantenermi tonico.


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Vero, come non pensarci?
Novità? Niente da raccontare?

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Ho saputo che archie si è messo in aspettativa, io ho la mezza idea di migrare al ranch, mi maledirò con ogni fibra del mio corpo, ma ci crederesti che mi sta sul cazzo horyzon?


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Aspettativa Arch? Parli di Cris magari?
Ossia vorresti farti assumere al ranch? E a fare cosa? Mungere vacche?

Ma ti stavamo proprio così tanto sul cazzo?

Shane se me ne dici un'altra simile inizio a farmi domande, ed è una cosa che detesto e che mi fa diventare insopportabile. Che tu ci creda o no, NON mi hai MAI vista insopportabile.

Quando mi vorrai dire la verità del perché te ne sei andato farai sempre in tempo.

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Intendevo archie dalla blue sun.
Non mi stavate e non mi state sul cazzo, ho solo bisogno di provare emozioni nuove, la verità è questa, anche se si...c'è qualcosa che non ti sto dicendo, ma te lo sto nascondendo solo per proteggerti...so che sembra una stronzata, ma...sai cos'è la negazione plausibile?..


Besos


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Ah no, non sapevo di Arch.

E comunque sono sempre stata convinta che la miglior protezione la dà la conoscenza. Una persona adulta e capace sa difendersi meglio da quello che sa e conosce, che da quello che non conosce.
Poi se non mi reputi adulta e capace...

Ma poi, di che cazzo stiamo parlando?!

E non salutarmi come se volessi chiudere la conversazione.

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

No...hermosa, ma so che non sei capace di mentire, il che , di per se, potrebbe esporti a prescindere dal tuo essere adulta.

E poi non ti sto salutando, mi limito a darti dei baci. Da fastidio?


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Incapace di mentire? Io?!  ...

Non mi piace farlo, ma se necessario ovvio che non vado a spifferare ai quattro venti cose che non si devono sapere in giro.

In ogni caso fai come ti pare. Poi eri tu quello che si lamentava della poca confidenza...

Comunque no, non mi danno fastidio, solo li preferisco dal vivo, e non quando sono incazzata.

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Perchè sei incazzata???

Dios mio hermosita, quando diavolo ti adoro. Ascolta tienitelo per te, ma in sostanza sono il pilota di Black...


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

! cazzo.

Ma perché accidenti hai deciso di fare una cosa così stupida?!

Ossia, anche io dovevo fare un lavoro per lui tempo fa, ma non diventare il "suo pilota"!

Quell'uomo è un idiota, ti caccerà nei guai.

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Probabile...hermosita, probabile.
Ma sono loco e non mi fanno schifo delle botte di adrenalina ogni tanto.
La ripetitività mi stava facendo appassire. Io mi sono fidato di te...Hermosa, non mi deludere...vale? 


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Shane. Comunque è sempre una cosa buona avere contatti dove conta. E Black è uno che in qualche modo in questo Verse conta.
Secondo me dovresti informarne anche gli altri, Arch, Cris. Ricordi che abbiamo un archivio per queste cose, in bacheca hidden...

In ogni caso non fare cazzate se ci riesci, che tanto ne fa Black per tutti.

E stai lontano da sua sorella. È una bella ragazza, ma non vale la pelle.

E poi basta, mi sono stufata di farti da mammina, vedi di pararti il culo.
Vado va, che ho da fare. Ci sentiamo presto.

Besos.

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Mi piace quando mi fai da mammina non smettere mai.

Besos hermosita




Posted by Me | alle 01:22 | 0 commenti

Compassion

Hall Point, Giugno 2515

Stasera al porto mi sono comportata come un'idiota. Non so proprio cosa mi sia preso, era... Non lo so. Non c'era più niente. Solo quel tipo con lo squarcio sulla testa. E non so per quale motivo... Non lo so, non so spiegarlo. Di solito non me ne frega un accidente di quello che succede alla gente. Se si fanno sparare se lo sono cercato, se si fanno male potevano stare attenti. Ma... questa persona aveva una tale aria spaurita... Era più simile a un animale. O a un bambino. Uno di quelli che non parlano ancora, prima che si possano guastare insomma.
Era pietà, credo. Non è uno di quei sentimenti a cui sono abituata.
Mi ha fatto pena. E mi chiedo se davvero abbia subito un intervento, o se piuttosto quel segno indichi qualcosa di ben più efferato. Non so perché mi viene in mente Len. Forse per lei ho provato qualcosa di simile. Una bambina chiusa nel suo mondo di calcoli e schematismi. Sola. In balia di un Verse in grado di strapparle il cervello con le unghie, se fosse "necessario".
Ma come cazzo si fa a mettere un uomo di due metri in relazione con uno scricciolo come quello?!
Sto proprio perdendo il senno. Diventerò una rammollita che si commuove quando vede un filo d'erba.
Eppure perfino la Head, quella bastarda, è sembrata toccata da quel tipo con la cicatrice.
Forse non sono completamente idiota.
O forse sì.

Posted by Me | alle 01:41 | 0 commenti

Tailspin

 Maracay, Giugno 2515


Ho detto a Sam che io non penso, che mi rifiuto di farlo. Gli ho mentito. O meglio, è quello che faccio di solito, ma questa cosa proprio non riesco a togliermela dalla testa. Un vertice di ministri rimmer, qui a Maracay.
La gente qui continua a parlarne in modo leggero, tra musica e risate, come fanno sempre. Del resto come dovrebbero parlarne ragazzini e donne di mezza età che passano i loro giorni sotto il sole tra i banchi del Cruzero?
Come ho già detto a Sam non capisco una parola di quello che dicono, ma non è difficile capire che non si fanno domande, che per loro è una curiosità, li fa sentire importanti. Quella gente di spicco ha scelto proprio il loro pianeta, per incontrarsi, ne ridono. Orgogliosi, anche. Gli uomini mi sembrano più tesi del solito, invece, anche se basta una tequila, un rhum, e il sorriso immortale, quel sorriso che ho visto solo sul viso dei Leafer, torna come se non se ne fosse mai andato.
Non lo so. Continuo a pensarci. Che vuol dire. È come guardare una frase scritta in un alfabeto sconosciuto. Sai che è fondamentale, ma il significato ti sfugge. Questa cosa ce l'ha un significato. Un significato importante. Potrebbe cambiare la vita a ogni singola persona in questo Verse che non viva nelle gabbie di cristallo dei palazzi del Core. A quelli niente cambierà mai davvero la vita, se non loro stessi.
Ma tutti gli altri...
Stanton pensa che potrebbero voler dichiarare l'indipendenza del Rim.
Tianxiaode se vorrei vederlo, quel momento...
Vorrei essere in un angolo per vedere tutte le loro facce, di quei fottuti bastardi padroni dell'universo. Che effetto fa sentirsi dire di no, eh? Abituati a ottenere tutto. Sempre. Con le buone o le cattive. Spesso con quel sorriso vuoto sulle labbra.
E le cattive ricomincerebbero, non ne ho alcun dubbio.
Ma stavolta forse il numero di quelli convinti che abbiano ragione potrebbe scendere, una buona volta.


Maledizione... Frequentare gente come Hale mi sta dando al cervello.
Non hanno la minima speranza. Ora come allora. Sarebbe un massacro, tale e quale.
Ma forse è qualcosa destinata a durare in eterno, la spina nel fianco, un supplizio che non uccide, ma impedisce di lavarsi le coscienze dal sangue versato.
Ecco, altre cazzate. Quella gente nemmeno ce l'ha una coscienza, non l'ha mai avuta.

Sarà meglio che faccia come ho detto e chiuda tutta questa merda fuori, dove non mi sia impossibile andare a rovistare, quanto meno fino a quando non sarà il momento di pensarci. Quando ci sarà qualcosa di concreto su cui pensare, almeno.



Posted by Me | alle 01:31 | 0 commenti

Adrift

Greenfield, giugno 2515

Passano così i giorni, i mesi, gli anni. E le cose si sgretolano, come sempre. André non si è fatto più sentire, non ha nemmeno risposto al mio ultimo cortex, Sam ha risposto invece, per rimproverarmi di aver parlato degli affari suoi. Nemmeno avessi messo manifesti in giro... Tre parole, esclusivamente ad André. Tre parole sulla Momic. Due persone in tutto il Verse con cui mi confiderei. Una parla con l'altra, fine dei giochi. Ora una probabilmente non vuole più sentirmi, l'altra anche, considerato che non mi ha mai risposto.

Anche i Ravens sembrano sgretolarsi, un pezzetto alla volta. Prima André, poi Maya, ora Shane, Isabel sparita. E Cris che lascia il comando a Stanton, perché lui ha da fare su Maracay...
E come al solito devo riprogrammare la rotta, reinserire tutte le coordinate, che vanno regolarmente a puttane, in questa continua tempesta magnetica che è la mia vita.
E in tutto questo chi cazzo sono io e che cosa voglio ancora non l'ho capito, e probabilmente non lo capirò mai. Viaggio sempre in modalità provvisoria, impostando uno o più punti di riferimento e aggrappandomi a quelli, fin quando reggono, fin quando non sono costretta a trovarne altri perché non mi ritrovo più niente tra le mani. E quell'attimo orribile in cui sei alla deriva, e di tutto quello in cui hai creduto non è rimasto più niente.

Avanti Kraviz. Ne troverai altri. Lo hai sempre fatto.



Posted by Me | alle 01:39 | 0 commenti

Innocent Blood

New Washington, Settembre 2499

"Randall..." la voce chiama, impostata, il tono che si dedica ai propri sottoposti, con una vena noncurante, mentre le dita dalle unghie laccate corrono sui tasti impostando una rotta che man mano viene visualizzata anche sugli altri monitor della plancia del Southern Cross paterno. È una rotta diversa da quella concordata, cosa di cui l'uomo, esperto pilota, si sta rapidamente rendendo conto.
"Come vedi..." ruota la poltrona e lo fronteggia, con quel sorriso sicuro di sé, fin troppo sicuro per una ragazza di nemmeno 20 anni "Non andiamo a Tanpei, ma a Seven Falls. Degli amici ci aspettano lì"
"Miss Willington, suo padre verificherà il percorso nella memoria della strumentazione, lo fa sempre"
"Ho pensato anche a questo, uno dei nostri amici è in grado di modificarlo" continua a sorridere, mentre si alza.
"Non posso permetterlo, Miss. Andremo a Tanpei"
È un lampo di cupa indignazione quello che scurisce gli occhi verdi, delineati dal trucco abbondante ma mai eccessivo.
"Cosa hai detto?"
"Ho detto che non posso permetterlo. Sono incaricato di seguirla per garantire la sua sicurezza, Miss, e Seven Falls non è un luogo adeguato a tre signorine della vostra estrazione, specie in compagnia di persone sconosciute e all'insaputa dei vostri genitori"
"Tu sei incaricato di garantire la mia sicurezza in volo, Randall. Quello che faccio altrove sono solo affari miei, e non devi immischiarti" termina dura, malgrado il tono mellifluo e l'accennato sorriso con cui aveva iniziato.
"Io sono incaricato di garantire la sua sicurezza a tutti i livelli, Miss. E in ogni caso non mentirei a suo padre"
Il viso della ragazza ha un'impercettibile contrazione, quasi fiutasse l'impossibilità di convincere quell'uomo, al servizio della sua famiglia da prima della sua venuta al mondo.
Torna a un sorriso lieve, solleva il mento, e attinge alle capacità che sta acquisendo pian piano. Sono ormai due anni che studia per entrare alla Shouye e l'arte della seduzione rientra tra le materie d'insegnamento.
"Sei... Sicuro che non ci sia niente che io possa fare, per convincerti?" la voce è cambiata, è ora vellutata, suadente ma senza eccessi, una carezza di una lascivia tangibile quanto ineffabile, mentre gli occhi cercano brecce nei suoi. L'uomo serra i denti e distoglie lo sguardo, che si incupisce.
"La smetta Miss" lo dice a voce bassa, mentre lei si va avvicinando lentamente.
"Sembri così teso... Lavori troppo probabilmente. Magari un bel massaggio..." si avvicina ancora, lui inizia a percepire il suo profumo e la guarda ora negli occhi, mostrandole tutta la sua determinazione e tutte le sue debolezze, suo malgrado.
"Su. Rilassati" l'uomo sta indietreggiando, senza nemmeno rendersene conto, quando vede la sua mano sollevarsi e andargli a sfiorare il viso, il collo. È del tutto inaspettata per lei la morsa che repentina va a serrarle il polso "Le ho detto di smetterla!".
Sono due braci gli occhi che si ritrova nei suoi mentre il pilota le ringhia quelle parole. Per la prima volta ha davanti l'uomo, non il dipendente paterno. Il suo sguardo ha un guizzo, dapprima di sorpresa e smarrimento, ma è solo un istante, quello che sale è rabbia e disprezzo, e allo sguardo di acciaio incandescente ne oppone uno di gelida ossidiana, che si tinge di trionfo, il sorriso piega lentamente le labbra, quando lo vede impallidire al suono della stoffa che si lacera. Un abito da centinaia di dollari strappato senza esitazione, la carne giovane esposta. L'uomo non fa in tempo a lasciare incredulo il suo braccio come se scottasse, che lei ha dato inizio alla sua esibizione.

Le grida e il pianto disperato che segue richiamano immediatamente nella plancia le due amiche della ragazza e i pochi membri dell'equipaggio che stavano caricando i bagagli, la scena appare eloquente, l'uomo è ancora sotto shock, balbetta qualche difesa, Babette è tremante e stravolta. Fa in tempo ad azzerare le rotte impostate, in un attimo in cui nessuno la guarda, prima di scendere dalla nave.

Il giorno dopo Randall Grady viene licenziato e denunciato per tentata violenza.

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Novembre 2499
[Holonews]

Ed è morto oggi suicida il quarantaduenne Randall Grady. Si era appena concluso il processo che vedeva la sua condanna per aggressione e tentata violenza ai danni della giovane Babette Willington, figlia di Donald Willington e con un futuro di Accompagnatrice nella Shouye di New London. È bastato un attimo di distrazione della guardia che lo scortava. Grady è riuscito a sfilargli l'arma dalla fondina, tenere a bada i presenti, e infine fare fuoco su sé stesso. Miss Willington, presente al processo, ha avuto un malore ed è stata condotta via da un'eliambulanza. L'uomo, che si è sempre professato innocente, lascia moglie e tre figli.

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Fu l'ultima occasione in cui Babette Willington fu in grado di mentire in modo convincente.

Posted by Me | alle 11:42 | 0 commenti