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Torn Apart

Oak Town, Agosto 2515

Non ci penso. Il più delle volte cerco di non pensarci. Poi arrivano le mattine come questa, in cui la testa cammina e non riesco a fissare il pensiero su qualcosa che mi distragga abbastanza. E mi chiedo che senso abbia questo Verse diviso in due. È come se una lama gigantesca avesse diviso in due il mio mondo, privandomi di tutta una parte di quello che era mio. La mia casa su New Melbourne, il mio lavoro su Richleaf, i miei amici...
Lo erano? Lo sono stati, un tempo. Ma ora? Sam, André. Erano parte della mia vita, l'aria che respiravo, il mio cielo, e ora? Sembrano passati secoli. Forse faccio parte di quello di cui volevano liberarsi, in fondo. Anche se un tempo non sembrava fosse così. È davvero meglio ora?
Spero che per loro lo sia. Per me non lo è. E non perché sia sbagliato quello che hanno fatto, ma perché tutto è sbagliato. Questo Verse è sbagliato. Un errore, un progetto riuscito male che non si riesce a rimettere a posto. Che nessuno può rimettere a posto.
E quindi andiamo avanti. Continuo giorno dopo giorno a portare avanti la mia vita senza senso. Faccio le cose che mi danno da vivere, e cerco di non pensare agli amici persi nel volgere della Storia del Verse, agli amici lontani per scelte di vita personale, a Sep che continua a odiarmi, senza riuscirci del tutto, a Edan che non riuscirà mai a staccarsi dal Core, che ancora trattiene le sue radici e probabilmente le tratterrà sempre, a Cris e Jorge, che appartengono a un mondo dove non sono bene accetta, che mi ha tagliato fuori.
Niente è per sempre. Peccato non basti saperlo per non legare il cuore a persone che probabilmente non rivedrai mai più. Ma non è troppo grave, basta chiuderlo in un posto abbastanza distante da non sentirlo gridare. Fortunatamente il più delle volte ci riesco.



Posted by Me | alle 08:53 | 0 commenti

Skin to Skin

Salvation, Luglio 2515

Sono stata un'idiota, forse non dovevo. Ma è stato tutto così spontaneo, naturale. Forse il sollievo per essere scampata, forse il fatto che sotto quella scorza Shane è... E poi, per la miseria, il corpo ha le sue esigenze.
Erano mesi. E parecchi, da quando l'ho fatto da sobria l'ultima volta. E parliamo di Ren. Era terribile ogni volta, negli ultimi tempi, momenti così belli che finivo regolarmente per piangere. Ogni singola volta.
Stavolta no, niente lacrime, ci siamo divertiti. È stato un gioco, solo un gioco. Sono contenta che abbia capito. Del resto è così anche per lui, quindi... 

Forse mi faccio troppi problemi, va bene così.



Posted by Me | alle 15:17 | 0 commenti

Deported

Maracay, luglio 2515

C'è un clamore inusuale, perfino per quelle strade di Maracay. Musica altissima, un vociare continuo, scoppi, risate, perfino dei fuochi d'artificio usciti da chissà dove, anche se la maggior parte sono semplici spari. E poi cori, ballate, danze, canzoni popolari, e uno schiamazzo continuo.  E sono quasi le cinque del mattino.
Donne, uomini, vecchi, bambini e ragazzi, il quartiere sembra esploso.

Fiona è barricata nella sua stanza, nel profondo del Calavera chiuso e apparentemente addormentato. La luce è spenta. Siede rannicchiata sul letto, i piedi scalzi, ma ancora completamente vestita, le ginocchia strette tra le braccia, gli occhi spalancati fissi sulle fessure della persiana chiusa, guardando da ore il giubilo della città in festa. O meglio guardando il vicolo vuoto, dove di tanto in tanto passano gruppi vocianti ed esultanti.

Che tempismo... Fino a pochi giorni fa ero nel Core, a contrattare armi legali. E ora mi sento un topo in trappola, in attesa che vengano a prendermi per bruciarmi sulla pubblica piazza. Stronzi.

Difatti era appena arrivata, la sera prima, quando ogni mezzo audio aveva preso a riprodurre il discorso della proclamazione dell'indipendenza. Aveva fatto appena in tempo a barricarsi dentro e serrare ogni ingresso.

Chi sa di me? Doña Aleida, ma di lei mi fido. E poi? Mama Lé e suo figlio, quelli del banco di spezie qui davanti, ma non credo mi venderebbero. Altri? Qualche cliente. Si faranno i cazzi loro o verranno a cercarmi?
L'IdN Central... Fino a ieri l'IdN era una diavoleria alleata di nessun valore, ora invece fa testo l'IdN Central... Cosa gliene frega se hai vissuto fuori da Central per metà della tua vita? La metà consapevole peraltro. Se hai rischiato il culo per scarrozzare le loro truppe e i loro rifornimenti, durante la guerra... Allora non facevano tanto gli schizzinosi. Ti controllavano come fossi lì per fotterli in ogni momento, ma gli servivi e andava bene così no? Nemmeno posso andare a cercare le piastrine su New Melbourne. 

Ma nemmeno lo farei. Che si fottano. Se vogliono farmi fuori lo facessero, spero che prima o poi si guardino allo specchio e si facciano schifo, sono peggio degli Alleati. Almeno loro non hanno mai vietato a nessuno di mettere piede nei loro territori.
E come avrebbero potuto? Erano loro tutti i territori conosciuti.
Fanculo.

Dovrò trovare il modo di andarmene da qui.


Posted by Me | alle 10:42 | 0 commenti

Trust

CapCity, Luglio 2515

È tutto un incubo. Bloccata nel Core a trattare affari con gente che non cederà mai sul proprio tornaconto, mentre Cris è lì, ancora in mano loro. Vogliono curarlo, dice André. Curarlo. Dal loro fottuto piombo, devono curarlo.
È quindi questa la loro guerra? Tutti gli ideali... Sparare addosso a gente che ha rischiato il culo per trovargli le armi necessarie. Gente che si è fidata. Fidata di chi? Di un gruppo di ladri, bastardi, figli di puttana, che dicono di voler difendere il Verse dagli oppressori e sparano addosso ai fratelli per qualche cassa di armi che non hanno le palle di andarsi a procurare da soli. Fottuti vigliacchi.E così se ne va ancora un pezzo do fiducia che ero riuscita a riporre in qualcosa, in qualcuno. Idiota.

Posted by Me | alle 13:57 | 0 commenti

A Long Long Night

Maracay, Luglio 2515

Si muove appena, nel buio della stanza spartana dove dorme quando è lì a Maracay, al Calavera. Non riesce ancora a prendere sonno. In lontananza, ovattata, la musica di Maracay, quella che non smetterà per gran parte della notte, scivola nel silenzio della stanza, attraverso la finestra aperta. Le braccia dell'uomo la circondano, il suo respiro regolare le sfiora la spalla scoperta dalla canotta che indossa. Si è addormentato. Dopo averla cullata a lungo con le sue carezze, con le sue parole, con quella lingua melodiosa e per lei oscura che è la lingua di Richleaf, si è addormentato, mentre lei resta tesa, vigile, con gli occhi spalancati nel buio, in cui filtra solo una lama di luce ambrata dalla finestra che dà su una delle vie secondarie di San Cristobàl.

Dove saranno? Maledizione dovevano già aver fatto sapere qualcosa, a quest'ora.

Si muove appena, attenta a non svegliarlo, le gambe sfiorano le sue, le lascia lì, almeno fin quando non torna a raggomitolarsi su sé stessa, circondando però quelle braccia che la circondano. Ne accarezza la pelle con la guancia. Ha un odore diverso. Non quello di Ren, che ancora sente come fosse il proprio, se si distrae al punto di pensarci, non quello familiare e carezzevole di André, che pur non ha più sfiorato ormai da molti, molti mesi. È tuttavia un odore gradevole, che respira, impara, memorizza. Ma ancora non riesce a chiudere gli occhi.

Che ore saranno ormai? L'una e mezzo? Le due? Fuck. Stanton lo sapeva che avrebbe dovuto avvisarmi. Qualcosa è andato storto, me lo sento.


L'uomo alle sue spalle si muove appena, poi si gira nel sonno, sciogliendo l'abbraccio nel portarsi supino. Lei resta rannicchiata per un momento, poi lentamente si sposta, torna a cercare il calore della sua pelle, gli si raggomitola addosso. La mano del braccio che ancora la cinge la cerca istintivamente, carezzandole il fianco per un istante, prima di ricadere inerme nel sonno. Dapprima ne guarda il profilo scuro, che si staglia contro la poca luce che filtra dalla finestra. Shane. Gli è grata per essere lì, per non essersene andato. Per aver capito e non averle chiesto nulla. Gli occhi ancora spalancati nel buio si chiudono stretti, mentre posa la fronte contro il suo costato. Ecco uno di quei momenti in cui se sapesse pregare lo farebbe. Ma non sa farlo, non ne è capace. Niente è per sempre. Solo questo le rimbomba nella testa. Niente è per sempre.

Non si accorge nemmeno, qualche minuto dopo, di scivolare in un sonno buio e senza sogni, sottile quanto basta per spezzarsi se il pad dovesse suonare, prima che torni il giorno.



Posted by Me | alle 01:35 | 0 commenti

Cortex & Friends



From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Hi bro, come te la passi?

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Woh!!!!
credevo che ti fossi persa il mio numero, hermosa.
Direi bene, tutto a gonfie vele. Voi? siete in partenza per il velo?


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Non ancora, abbiamo qualche cosina da organizzare ancora. E stiamo cercando di rimpolpare l'organico. Tu? Hai già messo su pancia, seduto alla tua scrivania corer?

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Vorrai scherzare!
Se mettessi su pancia poi non mi troveresti più così irresistibilmente sexy. E' un motivo più che sufficiente per mantenermi tonico.


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Vero, come non pensarci?
Novità? Niente da raccontare?

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Ho saputo che archie si è messo in aspettativa, io ho la mezza idea di migrare al ranch, mi maledirò con ogni fibra del mio corpo, ma ci crederesti che mi sta sul cazzo horyzon?


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Aspettativa Arch? Parli di Cris magari?
Ossia vorresti farti assumere al ranch? E a fare cosa? Mungere vacche?

Ma ti stavamo proprio così tanto sul cazzo?

Shane se me ne dici un'altra simile inizio a farmi domande, ed è una cosa che detesto e che mi fa diventare insopportabile. Che tu ci creda o no, NON mi hai MAI vista insopportabile.

Quando mi vorrai dire la verità del perché te ne sei andato farai sempre in tempo.

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Intendevo archie dalla blue sun.
Non mi stavate e non mi state sul cazzo, ho solo bisogno di provare emozioni nuove, la verità è questa, anche se si...c'è qualcosa che non ti sto dicendo, ma te lo sto nascondendo solo per proteggerti...so che sembra una stronzata, ma...sai cos'è la negazione plausibile?..


Besos


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Ah no, non sapevo di Arch.

E comunque sono sempre stata convinta che la miglior protezione la dà la conoscenza. Una persona adulta e capace sa difendersi meglio da quello che sa e conosce, che da quello che non conosce.
Poi se non mi reputi adulta e capace...

Ma poi, di che cazzo stiamo parlando?!

E non salutarmi come se volessi chiudere la conversazione.

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

No...hermosa, ma so che non sei capace di mentire, il che , di per se, potrebbe esporti a prescindere dal tuo essere adulta.

E poi non ti sto salutando, mi limito a darti dei baci. Da fastidio?


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Incapace di mentire? Io?!  ...

Non mi piace farlo, ma se necessario ovvio che non vado a spifferare ai quattro venti cose che non si devono sapere in giro.

In ogni caso fai come ti pare. Poi eri tu quello che si lamentava della poca confidenza...

Comunque no, non mi danno fastidio, solo li preferisco dal vivo, e non quando sono incazzata.

  
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Perchè sei incazzata???

Dios mio hermosita, quando diavolo ti adoro. Ascolta tienitelo per te, ma in sostanza sono il pilota di Black...


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

! cazzo.

Ma perché accidenti hai deciso di fare una cosa così stupida?!

Ossia, anche io dovevo fare un lavoro per lui tempo fa, ma non diventare il "suo pilota"!

Quell'uomo è un idiota, ti caccerà nei guai.

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Probabile...hermosita, probabile.
Ma sono loco e non mi fanno schifo delle botte di adrenalina ogni tanto.
La ripetitività mi stava facendo appassire. Io mi sono fidato di te...Hermosa, non mi deludere...vale? 


From: Kraviz
To: Shane
Subject: Hey

Shane. Comunque è sempre una cosa buona avere contatti dove conta. E Black è uno che in qualche modo in questo Verse conta.
Secondo me dovresti informarne anche gli altri, Arch, Cris. Ricordi che abbiamo un archivio per queste cose, in bacheca hidden...

In ogni caso non fare cazzate se ci riesci, che tanto ne fa Black per tutti.

E stai lontano da sua sorella. È una bella ragazza, ma non vale la pelle.

E poi basta, mi sono stufata di farti da mammina, vedi di pararti il culo.
Vado va, che ho da fare. Ci sentiamo presto.

Besos.

 
From: Shane
To: Kraviz
Subject: Hey

Mi piace quando mi fai da mammina non smettere mai.

Besos hermosita




Posted by Me | alle 01:22 | 0 commenti

Compassion

Hall Point, Giugno 2515

Stasera al porto mi sono comportata come un'idiota. Non so proprio cosa mi sia preso, era... Non lo so. Non c'era più niente. Solo quel tipo con lo squarcio sulla testa. E non so per quale motivo... Non lo so, non so spiegarlo. Di solito non me ne frega un accidente di quello che succede alla gente. Se si fanno sparare se lo sono cercato, se si fanno male potevano stare attenti. Ma... questa persona aveva una tale aria spaurita... Era più simile a un animale. O a un bambino. Uno di quelli che non parlano ancora, prima che si possano guastare insomma.
Era pietà, credo. Non è uno di quei sentimenti a cui sono abituata.
Mi ha fatto pena. E mi chiedo se davvero abbia subito un intervento, o se piuttosto quel segno indichi qualcosa di ben più efferato. Non so perché mi viene in mente Len. Forse per lei ho provato qualcosa di simile. Una bambina chiusa nel suo mondo di calcoli e schematismi. Sola. In balia di un Verse in grado di strapparle il cervello con le unghie, se fosse "necessario".
Ma come cazzo si fa a mettere un uomo di due metri in relazione con uno scricciolo come quello?!
Sto proprio perdendo il senno. Diventerò una rammollita che si commuove quando vede un filo d'erba.
Eppure perfino la Head, quella bastarda, è sembrata toccata da quel tipo con la cicatrice.
Forse non sono completamente idiota.
O forse sì.

Posted by Me | alle 01:41 | 0 commenti

Tailspin

 Maracay, Giugno 2515


Ho detto a Sam che io non penso, che mi rifiuto di farlo. Gli ho mentito. O meglio, è quello che faccio di solito, ma questa cosa proprio non riesco a togliermela dalla testa. Un vertice di ministri rimmer, qui a Maracay.
La gente qui continua a parlarne in modo leggero, tra musica e risate, come fanno sempre. Del resto come dovrebbero parlarne ragazzini e donne di mezza età che passano i loro giorni sotto il sole tra i banchi del Cruzero?
Come ho già detto a Sam non capisco una parola di quello che dicono, ma non è difficile capire che non si fanno domande, che per loro è una curiosità, li fa sentire importanti. Quella gente di spicco ha scelto proprio il loro pianeta, per incontrarsi, ne ridono. Orgogliosi, anche. Gli uomini mi sembrano più tesi del solito, invece, anche se basta una tequila, un rhum, e il sorriso immortale, quel sorriso che ho visto solo sul viso dei Leafer, torna come se non se ne fosse mai andato.
Non lo so. Continuo a pensarci. Che vuol dire. È come guardare una frase scritta in un alfabeto sconosciuto. Sai che è fondamentale, ma il significato ti sfugge. Questa cosa ce l'ha un significato. Un significato importante. Potrebbe cambiare la vita a ogni singola persona in questo Verse che non viva nelle gabbie di cristallo dei palazzi del Core. A quelli niente cambierà mai davvero la vita, se non loro stessi.
Ma tutti gli altri...
Stanton pensa che potrebbero voler dichiarare l'indipendenza del Rim.
Tianxiaode se vorrei vederlo, quel momento...
Vorrei essere in un angolo per vedere tutte le loro facce, di quei fottuti bastardi padroni dell'universo. Che effetto fa sentirsi dire di no, eh? Abituati a ottenere tutto. Sempre. Con le buone o le cattive. Spesso con quel sorriso vuoto sulle labbra.
E le cattive ricomincerebbero, non ne ho alcun dubbio.
Ma stavolta forse il numero di quelli convinti che abbiano ragione potrebbe scendere, una buona volta.


Maledizione... Frequentare gente come Hale mi sta dando al cervello.
Non hanno la minima speranza. Ora come allora. Sarebbe un massacro, tale e quale.
Ma forse è qualcosa destinata a durare in eterno, la spina nel fianco, un supplizio che non uccide, ma impedisce di lavarsi le coscienze dal sangue versato.
Ecco, altre cazzate. Quella gente nemmeno ce l'ha una coscienza, non l'ha mai avuta.

Sarà meglio che faccia come ho detto e chiuda tutta questa merda fuori, dove non mi sia impossibile andare a rovistare, quanto meno fino a quando non sarà il momento di pensarci. Quando ci sarà qualcosa di concreto su cui pensare, almeno.



Posted by Me | alle 01:31 | 0 commenti

Adrift

Greenfield, giugno 2515

Passano così i giorni, i mesi, gli anni. E le cose si sgretolano, come sempre. André non si è fatto più sentire, non ha nemmeno risposto al mio ultimo cortex, Sam ha risposto invece, per rimproverarmi di aver parlato degli affari suoi. Nemmeno avessi messo manifesti in giro... Tre parole, esclusivamente ad André. Tre parole sulla Momic. Due persone in tutto il Verse con cui mi confiderei. Una parla con l'altra, fine dei giochi. Ora una probabilmente non vuole più sentirmi, l'altra anche, considerato che non mi ha mai risposto.

Anche i Ravens sembrano sgretolarsi, un pezzetto alla volta. Prima André, poi Maya, ora Shane, Isabel sparita. E Cris che lascia il comando a Stanton, perché lui ha da fare su Maracay...
E come al solito devo riprogrammare la rotta, reinserire tutte le coordinate, che vanno regolarmente a puttane, in questa continua tempesta magnetica che è la mia vita.
E in tutto questo chi cazzo sono io e che cosa voglio ancora non l'ho capito, e probabilmente non lo capirò mai. Viaggio sempre in modalità provvisoria, impostando uno o più punti di riferimento e aggrappandomi a quelli, fin quando reggono, fin quando non sono costretta a trovarne altri perché non mi ritrovo più niente tra le mani. E quell'attimo orribile in cui sei alla deriva, e di tutto quello in cui hai creduto non è rimasto più niente.

Avanti Kraviz. Ne troverai altri. Lo hai sempre fatto.



Posted by Me | alle 01:39 | 0 commenti

"I'm so glad to see you again"

New Melbourne, Maggio 2515


Perfetto. Sono ancora qui.
Quello che non ci uccide ci rende più forti, giusto?
Ora ho attraversato anche il suo disgusto, la sua asprezza. E so che posso sopportarli. Sono ancora tutta intera.

Non so definirlo, ma quel filo sottile che una volta sentivo che ci legava si è spezzato. Del resto era sottile e niente è per sempre. Il tempo ha scavato un solco tra di noi, o forse una trincea. Era contento di rivedermi. Si è lasciato abbracciare. Si è lasciato prendere la mano. Ha ascoltato, con l'aria di chi non capisca, di chi aspetti un dunque che non arriva. Il Sam che parla di sé, che guarda il cielo, che chiede aiuto, quello non c'è più. C'è quello che sorride, che ride, che si preoccupa per gli altri. Quello c'è ancora, ed era ciò che più mi importava di vedere, il resto non ha importanza.

Parliamo lingue diverse. Molto diverse. E la mia purtroppo puzza ancora di Core, e forse lo farà sempre, ma non posso farci niente, sono questo. Forse era quello che volevo che sapesse. E forse l'ha presa come sapevo l'avrebbe presa. E forse era quello che volevo, per vedere se potevo sopravvivere. L'ho fatto.


"Ti ritieni una persona schifosa? Cambia, o muori nella vergogna."


È quello che ho fatto più volte, nella mia vita. Entrambe le cose, ma non credo nel cambiamento autoimposto. E qualsiasi cambiamento non cancella il passato. Quello resta e lascia segni indelebili. È per questo che non cerco assoluzione. 


"Io non ti assolverò, Kraviz, nè mi taglierò fuori dalla tua vita per evitarti la vergogna, qualsiasi siano i motivi per cui la provi."


Non è certo fuori di me, la vergogna che provo, è radicata bene in fondo, e non sarà la presenza o assenza di una persona, fosse pure Sam Hale, a cambiare le cose. Né la sua assoluzione potrebbe fare nulla. Nessuna assoluzione cancella quello che si è e quello che si è stati. Forse morirò e cambierò ancora, e forse dovrò uccidere ancora degli innocenti, prima che succeda, o vedere ancora la morte di qualcuno che amo. Ma sono cose che avvengono, non cose che si possono far accadere con la semplice volontà, non è così facile. Almeno non per me, non lo è mai stato.


"Allo stesso modo il Rim non sparirà per evitarvi la vergogna di quello che avete fatto. Ho usato il plurale apposta, in questo momento."


Eccola. La trincea. E io sono di qua, con un bersaglio vivido disegnato sulla fronte, o intorno al cuore. Ha una buona mira, Sam Hale.




Posted by Me | alle 08:28 | 0 commenti

Dust

 New Melbourne, Maggio 2515

La porta cigola piano, mentre la luce di Polaris disegna una lama allungata sul pavimento rossiccio di mattoni irregolari. Si ferma sulla soglia. Non è la prima volta che torna, da quando se n'è andata, ma non si è mai soffermata in casa. Le due volte precedenti è sempre andata diretta nello studio di Ren, per prendere i quadri da vendere e andarsene, senza neanche guardarsi intorno. Stavolta invece deve, e le sembra di non riuscire a respirare spontaneamente.
Quel poco di sabbia sottile filtrato sotto la porta la sente sotto i piedi mentre entra lentamente, quasi quelle pareti potessero stringerlesi addosso e soffocarla, all'improviso. Sono pareti di calce imbiancata, pochi mobili poveri, colorati, coperti da uno strato consistente di polvere immobile. La stessa polvere che danza davanti ai coni di luce che filtrano dai rombi intagliati negli scuri. Raggiunge la finestra, la apre, spalanca le persiane. È tutto in perfetto ordine. La polvere che ricopre ogni superficie sembra un velo steso a preservare ogni cosa invariata. C'è un divano, un tavolo, dei quadri alle pareti; alcuni sono degli originali, di amici di Ren, altri delle copie perfette di autori importanti, poche persone nel Verse sarebbero in grado di identificarli come dei falsi. Pochi soprammobili. Un portacenere scheggiato, un vaso da fiori in ceramica verde, vuoto, una foto incorniciata, l'unica presente in tutta casa, che vede lei e Ren sulla spiaggia, felici. Per il resto nulla che parli di loro, a parte i rispettivi vestiti, ancora ordinatamente appesi nell'armadio dalle ante colorate che occupa tutta la parete della camera da letto. Anche lì gli scuri sono chiusi e solo due fasci di luce filtrano dalle decorazioni intagliate. Il letto, semplice, è accuratamente rifatto. Non apre la finestra, non fa entrare luce, esce richiudendo la porta e se ne va. Harvey la sta aspettando da qualche parte.

Posted by Me | alle 12:18 | 0 commenti

Switched Off

 Virgen del Rosario, Maggio 2515 

"Non ti faccio da balia, ci copriamo le spalle, è diverso."

 Ci sto provando, Sam. 
Maledizione ci sto provando. Ma è dannatamente difficile. 
Non posso fare niente, assolutamente niente, per proteggerti da questo. E da niente altro. Ci provo, ci provo disperatamente, ogni volta.
E ora questo. Ho fatto quello che potevo, ma non è bastato. Non basterà. Quel colpo arriverà, io lo so, l'ho visto partire, ho tentato di fermarlo, ma arriverà lo stesso, perché non ci sarò riuscita.
Forse dovrei avvisarti. Ma so già che non ne sarò capace. Va oltre il mio compito. Oltre quello che ho diritto di essere, fra voi.
E non so se sarà un colpo mortale, se raggiungerà organi vitali, o se affonderà dolorosamente lasciandoti in grado di continuare come sempre. Questo non lo so.
Ma mi sento terribilmente impotente. Sento di mancare al nostro patto, senza poter fare assolutamente niente per mantenere quella parola mai data espressamente, ma che porto dentro, impressa a fuoco.

Come sta lei... No, non mi interessa come sta lei. 

Non se sull'altro piatto della stessa bilancia c'è Sam Hale.



Posted by Me | alle 02:03 | 0 commenti

Whiskey and Men

Greenfield, Maggio 2515

Stavo per farlo di nuovo, accidenti. Portarmi a letto uno sconosciuto. Erano mesi, parecchi mesi, che non capitava. Eppure avevo evitato di proposito di bere in un saloon. Ossia, non posso esserne certa, che sarebbe successo, ma certo che l'andazzo era quello, almeno dal poco che riesco a ricordare. Fortuna che è arrivato André. Con lui è diverso. Di lui mi fido. Lui è vento tiepido, passa, accarezza, ma non intende restare. Né potrebbe venirmi mai la tentazione di rinchiuderlo. André, il Profeta. Lui è l'Amore. Nel suo senso più vasto, vario, profondo e ineffabile. Come si potrebbe pensare mai di tenerlo per sé? Sep mi ha chiesto se mi piace. Sì, certo che mi piace. Ho ancora l'odore della sua pelle impresso nella memoria. Ma credo che non se ne fosse mai andato. Mi dà i brividi. E pensare che credevo di essermelo immaginato.
Detesto non ricordare niente. Anche se ormai so che non c'è niente da ricordare.
Chissà cosa sarebbe capace di dirmi Maya, se lo sapesse...  
Ma a me sarebbe piaciuto ricordare anche questo.

Posted by Me | alle 17:10 | 0 commenti